Scienze Motorie e Sportive

Servono davvero le immagini shock?

Posted on: 4 aprile 2014

Nelle campagne promozionali sulla salute o sull’educazione stradale vengono proposte spesso delle immagini shock. Nel caso del fumo il loro utilizzo come sprone a smettere di fumare potrebbe però non risultare valido. La colpa sarebbe del cervello che, una volta caduto nella trappola della dipendenza, reagirebbe in modo differente a stimoli positivi o negativi legati al fumo.
Questa ipotesi è avanzata dai ricercatori dell’Università di Montréal che, attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI), hanno fotografato l’attivazione di specifiche aree cerebrali in un gruppo di tabagisti posti di fronte a immagini sul fumo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry, prosegue un filone già dibattuto dagli psicologi negli ultimi anni: è davvero efficace l’uso di immagini shock per veicolare un messaggio anti-fumo?
Studi di neuroimaging, precedenti a questo, avevano già sollevato questo dubbio ma, ad oggi, la risposata non è univoca.

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